Il respiro del bosco (parte seconda)

Imboccando il sentiero che da San Romolo porta al Colle Termini di Perinaldo (direzione Monte Caggio) ci si addentra in un bosco fitto e a tratti buio, in cui si sente, sulla pelle e nelle narici, durante le calde giornate estive, il fresco umido del sottobosco. Sulla corteccia delle piante esposta a nord crescono muschio e licheni conferendo all’ambiente un aspetto quasi preistorico.


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L’affascinante crescita di lichene sui rami e le cortecce del bosco. Potrebbe trattarsi di Evernia prunastri, (L.) Ach. (Parmeliaceae).

La vegetazione è composta in buona parte da lecceta, nella quale spiccano alcune specie botaniche di grande interesse, come l’agrifoglio, Ilex aquifolium, L. (Aquifoliaceae), Geranium nodosum L. (Geraniaceae), Erica arborea L. (Ericaceae) e ovviamente il leccio, Quercus ilex, L. (Fagaceae). Qua e là sparuti e alti pini marittimi, Pinus sylvestris, L. (Pinaceae), dai quale viene sprigionata una profumata resina, svettano sopra le chiome più basse.

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Ilex aquifolium, L. (Aquifoliaceae). San Romolo (IM) luglio 2017.

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Dalle cortecce di pino silvestre viene sprigionata una profumata resina. San Romolo (IM), luglio 2017.

Le pietre del sentiero, col tempo e i passaggi, si sono consumate e hanno assunto un aspetto quasi morbido. Il lavoro dell’uomo spicca nella storia di questi sentieri, che un tempo erano l’unico sistema di comunicazione tra paesi come Perinaldo e Bajardo. In particolare la bellezza di questo tratto di camminamento lastricato, assume valenze storiche oltre che naturalistiche; bisogna inoltre riconoscere che è mantenuto in buono stato, pulito e liberato dalle erbe infestanti con costanza.

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Il sentiero lastricato che da San Romolo porta al Colle Termini di Perinaldo.

Trovarmi da solo a passeggiare in questo bosco mi ha fatto vivere momenti di felice consapevolezza. Il silenzio, rotto solo dal fischio di un merlo o dal frinire di qualche cicala sulla cima degli alberi più alti, permette di ascoltarsi profondamente. Camminare in un bosco spesso ci dona la possibilità di confrontarci con noi stessi; a volte fa emergere la paura del silenzio che ci spaventa, così abituati come siamo a vivere nei rumori delle attività umane; altre volte permette di lasciar emergere pensieri e idee che ci parlano senza essere coperti dalla confusione. Nel silenzio della natura, possiamo lasciar emergere pensieri saggi, che ci dicono esattamente che cosa ci occorre per essere felici. Spesso per me camminare nel bosco è illuminante.

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Erica arborea L. (Ericaceae). San Romolo (IM) luglio 2017

La presenza di alcune specie botaniche più adatte alla mezz’ombra/sole come Erica arborea L. (Ericaceae) e Dianthus pavonius Tausch (Caryophyllaceae) lasciano indovinare un cambiamento di luce e di ambiente.

 

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La presenza di Dianthus sp. lascia indovinare una maggior luminosità dell’ambiente. Ci si sta avvicinando al Colle Termini di Perinaldo.

Il camminamento in pietra ad un tratto esce dal bosco e giunge ad una strada sterrata, in cresta alla montagna. L’ambiente cambia radicalmente, si fa luminoso, aperto, soleggiato. Prima ci si trovava sotto una galleria naturale di rami e foglie mentre ora si cammina sotto il cielo aperto. Anche la condizione interiore di conseguenza vive un mutamento repentino e i sensi, prima concentrati e introspettivi, ora sono travolti dalla forte luce del sole, dal cielo azzurro e da un mare di cicale che intonano la loro sinfonia. Si possono osservare le cime delle montagne circostanti e tra la vegetazione si intravedono, in lontananza, i colli sottostanti e i piccoli paesi abbarbicati sulle creste soleggiate. Ci si trova sul Colle Termini di Perinaldo, si è giunti a un crocicchio: qui si può decidere se proseguire verso il Monte Caggio, il Monte Bignone o verso il borgo medievale di Perinaldo.

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Qui anche la vegetazione cambia molto e si iniziano ad osservare le prime meravigliose fioriture estive da pieno sole che crescono proprio ai bordi del sentiero che porta verso il Monte Caggio: Centaurea jacea, Cistus salvifolius, Clinopodium vulgare, Dianthus pavonius, Eryngium campestre e molte altre.

Il sentiero sterrato, largo e luminoso, cosparso di fioriture, invita a proseguire la camminata che presto regalerà panorami ampi e appaganti.

Continua…

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4 risposte a “Il respiro del bosco (parte seconda)”

    1. Carissima Marisa! Bellissimo incontrarci anche qui! Sono io a non vedere l’ora di leggere le tue pagine di museoofeverything! Fammi sapere quando pubblicherai il primo articolo! Un abbraccione

    1. Grazie mille Ferdinando. Sto cercando di dedicarmi di più alla scrittura del blog, proprio perché ne sento il bisogno! Così quando riesco a scrivere, a condividere qualche contenuto “piantesco” 😄 mi sento molto felice! E commenti come il tuo mi danno un bell’incoraggiamento!

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