Il giardino che non ho

Fin da bambino ho coltivato il desiderio di avere un giardino tutto mio, in cui poter giocare, osservare la natura, imparare i meccanismi della vita attraverso il comportamento di piante e animali, visto che – come dice mia moglie – sono “il figlio illegittimo di Piero Angela”.

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Cosa ci insegnano le erbacee perenni?

Cosa sono le erbacee perenni? Anzitutto chiariamo cosa significa erbacea perenne. Le piante perenni sono sostanzialmente tutte quelle che hanno un ciclo di vita superiore ai due anni. Gran parte del mondo vegetale può essere definita perenne, si pensi agli alberi che vivono centinaia di anni come i castagni (Castanea sativa), o arbusti come il mirto (Mirtus communis) o il corbezzolo (Arbutus unedo), tutte piante longeve, tipiche del paesaggio mediterraneo.

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Paternità vegetale

In questi giorni ho dato uno sguardo alla mia carriera di amante del mondo vegetale e mi sono reso conto di quanto mi sia sempre piaciuto fare esperimenti con le semine  e la riproduzione delle piante tramite talea. E’ un’attività che ho sempre svolto quasi soprappensiero, come guidato da una divinità interiore, contadina e creatrice, spinta da un feroce desiderio di vita.

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Sostenibilità e rispetto di sé: prendiamo spunto dal mondo vegetale

Si parla molto di stili di vita sostenibili, di sostenibilità ambientale, facendo riferimento alle azioni virtuose che ognuno di noi può compiere per limitare l’inevitabile danno recato dalla nostra presenza sul pianeta.  Si parla anche di sostenibilità nell’accezione di sviluppo economico: dagli investimenti nelle energie rinnovabili alla produzione di  generi alimentari nel rispetto dell’ambiente.   Pur essendo questi temi di sicuro valore e di grande interesse in questo momento storico, guardando la mia esperienza personale, sto riflettendo più che altro sulla sostenibilità come alla  facoltà di vivere nel rispetto della propria vita nelle piccole scelte di tutti i giorni. Ovviamente il mio sguardo è rivolto con gratitudine al mondo delle piante per gli insegnamenti che ci possono offrire anche in questo ambito.

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La resilienza delle piante

Vi è capitato di sentir nominare la parola “resilienza” ultimamente? Che cos’è la resilienza? Per chi ancora non ne avesse sentito parlare si tratta della capacità di resistere e reagire alle difficoltà della vita, mettendo in atto svariate strategie. Fondamentalmente per noi esseri umani è una questione di atteggiamento mentale volto a ottimizzare e sfruttare anche i momenti peggiori trasformandoli in opportunità.

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Cronache da un terrazzo e da una vita in continua evoluzione

È davvero la prima volta che mi concedo una cosa come quella che sto facendo adesso: prendermi un’ora e mezza solo per me, accompagnato da Athena, l’affiatatissima cana nera di famiglia, andare in una caffetteria di Torino (nello specifico da Ratatouille, uno dei miei locali preferiti), accomodarmi e scrivere il mio blog.

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Il respiro del bosco (terza parte)

Eccomi qui, seduto in cucina, mentre grondo sudore, nella totale assenza d’aria. Mia moglie, vicino a me, approfitta del tempo libero del weekend per studiare e Athena, la nostra cagnolina, adottata da poco, sbuffa sdraiata sul pavimento. Io le guardo con la coda dell’occhio, come un gatto sornione, davanti al computer, con le finestre aperte, dal lato della casa all’ombra, per godere di quel po’ di brezza (calda) che di tanto in tanto soffia in un agosto piemontese arroventato.

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Il respiro del bosco (parte seconda)

Imboccando il sentiero che da San Romolo porta al Colle Termini di Perinaldo (direzione Monte Caggio) ci si addentra in un bosco fitto e a tratti buio, in cui si sente, sulla pelle e nelle narici, durante le calde giornate estive, il fresco umido del sottobosco. Sulla corteccia delle piante esposta a nord crescono muschio e licheni conferendo all’ambiente un aspetto quasi preistorico.

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Il respiro del bosco (parte prima)

Ci sono luoghi che non riesco a smettere di frequentare. Esercitano su di me un’attrattiva magnetica. Ci ritorno sempre con un sentimento misto di curiosità e aspettativa e ogni volta non mi deludono. Questi luoghi sono boschi, riserve naturali, parchi.

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Il "giardino diffuso" spontaneo, uno spunto di riflessione per i nostri giardini e terrazzi

Molto spesso mi sono ritrovato a pensare che il mio giardino preferito è quello spontaneo, selvatico, quello che non ha bisogno della mano dell’uomo, anche se parlare di mancanza di intervento umano nella natura che ci circonda è sempre un po’ illusorio. Questo perché la relazione che ci lega con il mondo vegetale e con l’ambiente naturale circostante è assolutamente inscindibile.

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