Il mio terrazzo naturale (parte prima)

  • Cosa intendo per terrazzo naturale?

Il terrazzo è un luogo artificiale e architettonico costituito da materiali edili: un prolungamento della propria abitazione, una vera e propria stanza all’aperto. Che cos’ha di naturale?

Potete decidere di dare al vostro terrazzo le sembianze naturali di un prato o di un bosco, farlo diventare un’oasi di biodiversità in cui accogliere una grande varietà vegetale e, di conseguenza, attrarre una micro-fauna benefica. 

Inoltre è possibile progettare e curare un terrazzo verde in modo naturale. Vi spiego come faccio io con il mio terrazzo e con quello di alcuni clienti che hanno accolto lo stile naturale nelle loro vite.

  • La scelta delle piante giuste

Il primo punto fondamentale riguarda la scelta delle piante. Per dar vita a un terrazzo naturale vi consiglio di osservare come si comportano le piante in natura e di creare le condizioni ideali perché possano crescere bene.

In terrazzo come in giardino non si può procedere a caso. Ci vuole la pianta giusta per il posto giusto. Ne parlo ampiamente nel blog post Conoscere la pianta.

Inoltre se vi iscrivete alla mia newsletter riceverete in regalo la mini-guida per riconoscere la posizione ed esposizione giusta per le vostre piante. 

Se parliamo di insolazione, di punti cardinali e di luce l’esempio del mio terrazzo è piuttosto singolare, poiché è esposto a sud ma coperto dall’aggetto del terrazzo dei vicini del piano di sopra.

D’estate, quando il sole è più alto nelle ore centrali, il mio terrazzo è in buona parte all’ombra. Solo la parte più esterna è esposta al sole, ed è lì che posiziono le piante eliofile amanti del sole.

In tutte le altre stagioni, e in particolare d’inverno, quando il passaggio del sole è nettamente più basso, riceve insolazione diretta durante le ore centrali della giornata.

Tutte le piante che ho messo a dimora sul mio terrazzo amano una buona esposizione solare diretta per quasi tutto l’anno, ma beneficiano di una mezz’ombra calda e luminosa nelle ore più calde dei mesi estivi.  

È molto importante progettare il terrazzo mettendo a dimora le specie adatte all’esposizione solare, per non compromettere la salute della pianta. Un Farfugium japonicum, pianta sciafila (da ombra) per antonomasia, se venisse esposto al sole estivo tutto il giorno avrebbe vita breve, un Sedum spectabile invece sarà a suo perfetto agio e regalerà splendide fioriture autunnali.

Anche la scelta di specie autoctone della flora della vostra zona può essere vincente per resilienza e importanza ecologica: si pensi al grande successo dell’Helleborus niger in tutte le zone d’Italia con inverno rigido. Questa specie, tipica della flora italiana montana, regala infatti fioriture nel cuore dell’inverno. 

Sul mio terrazzo ospito Helleborus orientale, una specie affine all’H. niger, con le stesse esigenze: ombra in estate, sole e mezz’ombra in inverno.

Un ultimo punto che mi sta a cuore per dar vita ad un terrazzo naturale consiste nell’accoglienza delle specie selvatiche che colonizzano i nostri vasi e che possono diventare simpatiche comprimarie insieme alle piante che abbiamo acquistato dal vivaista. Saper accogliere, riconoscere e valutare la presenza di alcune selvatiche può arricchire di biodiversità il vostro terrazzo.

Se vi interessa approfondire questo argomento, vi consiglio di leggere il mio articolo tutto sulle selvatiche pioniere: Imparare ad accogliere le piante spontanee.

  • La presenza degli animali (ebbene sì)

Uno degli aspetti più importanti per riconoscere la salute del terrazzo naturale è la presenza degli animali. 

So che questo è un tema scottante, poiché molti non tollerano la presenza di insetti tra le proprie piante.

In realtà è normale che le piante attraggano insetti: siano essi nocivi (ossia parassiti delle piante stesse) che benefici (tutti gli insetti impollinatori e tutti i predatori degli insetti parassiti).

La presenza di alcuni insetti parassiti non deve scoraggiare. In un terrazzo naturale si formerà presto un piccolo ecosistema, così come avviene anche sul mio terrazzo. Gli afidi e gli altri piccoli parassiti non attraggono solo insetti predatori come coccinelle, crisope e sirfidi, ma anche piccoli uccelli insettivori e lucertole. 

Insomma se si monitora con attenzione e curiosità il proprio terrazzo sarà facile che si trasformi in un ecosistema autosufficiente di parassiti, prede e predatori. Una piccola giungla in miniatura sulla quale intervenire il meno possibile.

Se vi interessa conoscere gli altri argomenti inerenti al terrazzo naturale potrete trovarli sul prossimo blog post di novembre in cui vi mostrerò altre foto della veste autunnale del mio terrazzo.

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