Buone pratiche per un giardinaggio sostenibile: i trattamenti antiparassitari

Continua la rubrica “Buone pratiche per un giardinaggio sostenibile” per aiutarvi a compiere scelte che non incidano negativamente sul bilancio ambientale, anche facendo giardinaggio. Questa volta scopriamo alcuni trattamenti antiparassitari e antifungini a impatto ambientale nullo.

Quali sono le principali problematiche delle nostre piante

Le problematiche che possono colpire le nostre piante, sia in vaso che in giardino, sono sostanzialmente due:

  • Parassiti animali (principalmente insetti)
  • Malattie crittogamiche (funghi, batteri)

Spesso ci ritroviamo di fronte al problema quando ormai le nostre piante sono compromesse e non possiamo fare altro che tentare di salvarle utilizzando prodotti altamente nocivi per l’ambiente.

La soluzione migliore è prevenire in largo anticipo, effettuando trattamenti naturali protettivi e rinforzanti prima che si presentino i problemi.

Quali prodotti antiparassitari ecologici possiamo acquistare 

Per quanto riguarda gli attacchi animali la soluzione ecologica migliore è:

  • utilizzare prodotti repellenti naturali che rendono la pianta inappetibile o inavvicinabile: olio di Neem, Tea Tree Oil, macerati;
  • utilizzare prodotti naturali che creino uno strato ceroso sulle foglie in modo da impedirne il consumo: propoli a uso agricolo, sapone molle vegetale,  olio di lino.

Per quanto riguarda i problemi fungini, di più difficile risoluzione, bisogna:

  • agire in anticipo con prodotti che stimolino le difese immunitarie della pianta: propoli a uso agricolo, bicarbonato di sodio, lecitina di soia;
  • come ultima risorsa intervenire con prodotti chimici minerali a basso impatto che, non essendo privi di tossicità, sono da contenere il più possibile e non vanno mai irrorati quando la pianta è in fioritura: zolfo, rame.

In entrambi i casi è importante come prima cosa curare al meglio le proprie piante irrigandole nella maniera giusta, posizionandole nel luogo adatto e con la giusta esposizione solare.

In poche parole, ancora una volta la chiave del successo è conoscere bene le loro esigenze, per non far vivere stress idrici, condizioni di eccessiva insolazione o di temperature dannose.  

Quali antiparassitari naturali possiamo realizzare in casa

Possiamo cimentarci anche nella realizzazione di macerati vegetali fatti in casa. Bisogna avere lo spazio adatto (il macerato puzza!) e il tempo necessario. 

Quando ero agli inizi della mia carriera giardiniera producevo un macerato di ortica, un ottimo repellente naturale per molti insetti, che era una vera e propria benedizione e proteggeva le mie piante in modo efficace.

Se volete divertirvi in una piccola sfida, provate a realizzare un macerato di ortica. Vi consiglio le seguenti dosi per produrre l’insetticida:

  • immergete 1 kg di foglie e fusti freschi in 10 litri d’acqua, oppure 200 gr. di pianta essiccata sempre per 10 litri, e lasciate in macerazione 2-3 giorni, in un secchio tappato;
  • filtrate il macerato e usatelo puro senza diluirlo irrorando le piante da proteggere;
  • ripetete il trattamento ogni 15 giorni.

Altri macerati molto utili sono quelli di equiseto (antiparassitario e blando fungicida), di aglio (antibatterico), di peperoncino (antiparassitario).

La biodiversità (anche in vaso) è sempre una garanzia di buona salute

Anche consociare le piante tra di loro è un buon sistema preventivo per scongiurare problemi fungini o attacchi parassitari.

Sia in giardino che in vaso è interessante ricreare un sistema di relazioni radicali simile a quello che avviene in natura.

Personalmente sul mio terrazzo ho sperimentato da tempo la consociazione tra piante con esigenze simili raccolte in vasi di grandi dimensioni. Questo sistema si è rivelato utilissimo nella lotta ai parassiti e alle malattie crittogamiche. Infatti la presenza di specie tanto diverse tra loro sembra garantire un maggior equilibrio e le problematiche sono rare e di piccola entità, anche senza trattamenti.

Un esempio di consociazioni in vaso tra le mie piante sul terrazzo

 Una grande fioriera in cotto di 70x35x40 ospita una Caryopteris clandonensis (arbusto deciduo di piccole dimensioni), una Muhlembergia reverchonii (graminacea di medie dimensioni), una piccola Buddleja “White Chip” (suffruticosa di piccole dimensioni) una colonia di Achillea millefolium (piccola erbacea perenne molto prolifica). Convivono da due anni ormai e nessuna pianta ha riscontrato alcun problema.

Per ottenere buoni risultati bisogna sperimentare, infatti non tutte le piante vanno d’accordo tra di loro. Inoltre non esiste un testo specifico sulle consociazioni. 

Il mio consiglio è quello di unire piante con le stesse esigenze idriche, di substrato e di esposizione solare.

Conclusioni

Ogni prodotto consigliato in questo articolo non è nocivo per api e insetti impollinatori.

Importante: in caso di trattamenti rameico o a base di zolfo non bisogna effettuarlo mai mentre la pianta è in periodo di fioritura.

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