Consociazioni in vaso: piante che convivono felicemente.

Cosa si intende per consociazioni tra piante?

Quando si parla di consociazioni tra specie botaniche ci si riferisce sempre ad accostamenti tra piante orticole e si fa riferimento alla loro capacità di procurarsi un reciproco beneficio. Esistono testi interessanti che ci insegnano a creare orti naturali senza l’uso di pesticidi, sfruttando le qualità delle piante per creare un ecosistema-orto che sa difendersi da molti attacchi parassitari. 

Anch’io nel mio piccolo, sono stato un felice orticoltore e in più occasioni ho sperimentato la potenza dell’orto sinergico, senza l’uso di fertilizzanti o trattamenti antiparassitari, sfruttando la naturale capacità di alcune piante di fertilizzare il terreno: ad esempio le Fabaceae (Leguminose) fissano l’azoto nel terreno fertilizzandolo, i residui organici vegetali usati come pacciamatura decomponendosi lo rendono più ricco e abitato da batteri utili e piccoli animali.

Ma venendo alla questione delle consociazioni, quando curavo i miei orti avevo scoperto ad esempio che l’aglio è un buon repellente per molti insetti terricoli e posizionandolo nella stessa proda dei pomodori proteggevo le radici di questi ultimi; fagiolini e patate a livello radicale vivevano in una simbiosi perfetta e sana; facevo crescere cetrioli e piselli rampicanti su di una stessa griglia e le due piante si sposavano benissimo.

Ma non è così per tutte le piante: certe specie producono composti chimici tossici (allelopatia) per ostacolare un’altra specie. Il caso più macroscopico se vogliamo restare nel mondo dei fruttiferi è quello del noce: sono poche le piante che tollerano la sua competizione chimica e che crescono nelle sue immediate vicinanze.

Unire piante ornamentali in vaso per un effetto naturale

Ma allora se nel mondo orticolo si conoscono i principi dell’allelopatia, e delle corrette consociazioni tra piante, come ci possiamo comportare con le piante ornamentali con la poca terra di cui si dispone in vaso, sul nostro balcone o terrazzo? 

 

Pensiamo a quelle bellissime composizioni in un unico vaso, dove si uniscono graminacee, erbacee e arbustive in un unico bouquet così denso e rigoglioso da sembrare un’aiuola o una bordura in piena terra. Da un punto di vista estetico l’accostamento di piante diverse all’interno dello stesso vaso a me piace moltissimo, mi sembra più naturale e spontaneo, anche se dietro al risultato finale c’è uno studio e una scelta basata sulla conoscenza delle specie. Anche l’effetto cromatico delle infiorescenze abbinate, l’armonia di forme e volumi, la bellezza di diverse tessiture di foglie e cortecce, derivano tutti dalla conoscenza del giardiniere o del progettista che le ha ideate. 

Il punto focale del nostro discorso è che non esiste una bibliografia precisa sulle consociazioni rispetto alle piante ornamentali, tantomeno quando si associano in vaso. Quando diamo vita a un piccolo “giardino in vaso”, se non conosciamo bene le piante, non possiamo far altro che andare per tentativi e talvolta potremmo unire tra loro specie che non vanno per niente d’accordo.

Le regole fondamentali per consociare piante che possano convivere

 L’unica importante regola universale da seguire sempre quando posizioniamo nello stesso vaso piante diverse è che abbiano le stesse esigenze di vita, meglio ancora se ci ispiriamo alle cenosi, ossia alle naturali consociazioni tra specie come avviene negli ambienti selvatici. Ecco di seguito i punti da tenere in considerazione.

  • Substrato: importantissimo associare piante che necessitino dello stesso tipo di terriccio. Per esempio sul mio terrazzo condividono lo stesso vaso Agastache aurantiaca, Chrysanthemum sp., Salvia nemorosa, Festuca amethystina, Stipa tenuissima, tutte piante che necessitano di un terreno ben drenato, senza ristagno idrico. Per creare un ambiente adatto a queste specie che condividono lo stesso grande vaso di 50 cm di diametro x 50 cm di altezza, ho miscelato un terriccio ortivo sabbioso con un terriccio universale e ho aggiunto una piccola quantità di pietrisco nelle proporzioni percentuali di 50, 40, 10. Le piante in questione stanno tutte bene e stanno crescendo molto in volume, tant’è che dovrò effettuare una divisione dei cespi alla fine del prossimo autunno. Anche il PH è fondamentale per una buona crescita delle piante: un Rhododendron japonicum (azalea), che necessita di un terriccio acido, non potrebbe convivere con un’amante dei terreni alcalini ricchi di calcare come Buddleja nelle sue diverse specie e varietà.

  • Irrigazioni: un altro punto fondamentale per creare delle buone convivenze all’interno dello stesso vaso è scegliere specie che abbiano la stessa richiesta idrica. Per cui eviterei assolutamente di far vivere insieme piante come Equisetum hyemale che praticamente vive “con i piedi nell’acqua”, e Salvia greggii, amante di terreni tendenzialmente asciutti.
  • Esposizione e insolazione: anche in questo caso è importante osservare le esigenze relative ad esposizione e insolazione diretta delle piante che ospitiamo nello stesso vaso. Il mio Acer palmatum “Sango Kaku” cresce insieme a una Hosta fortunei “Aureomarginata”, un Helleborus orientalis e altre specie erbacee, tutte adatte ad una posizione di mezz’ombra. Questa consociazione tra specie necessita di sole nelle primissime ore del mattino e per tutte le ore centrali e pomeridiane di posizione ombrosa. Questo esperimento si è rivelato ottimo, infatti tutte le piante stanno bene e sembrano beneficiare della convivenza.
  • Condizioni climatiche: non ultima la questione delle temperature. Posizionare nello stesso vaso piante che tollerano le stesse temperature è un altro fattore importantissimo. Un Ficus benjamina che sverna in appartamento e viene occasionalmente spostato all’esterno durante il periodo estivo, sempre in posizioni ombreggiate, non potrà mai convivere con un Narcissus nello stesso vaso. Quest’ultimo infatti è una pianta che deve crescere all’esterno e ama il freddo dell’inverno per riposare adeguatamente e per sbocciare.

Esperimenti in vaso: il caso felice del mio terrazzo 

In base alla mia esperienza maturata sperimentando gli accostamenti in vaso sul mio terrazzo vi racconto le seguenti osservazioni che possono rappresentare uno spunto per chi ama cimentarsi in questa attività: 

  • per la maggior parte, gli accostamenti tra piante nei vasi del mio terrazzo si sono rivelati consociazioni di successo;
  • le piante, anche in vaso, creano un rapporto di relazione spesso benefica. Il risultato è che non si ammalano quasi mai e non c’è bisogno di effettuare particolari trattamenti;
  • le piante anche in vaso danno vita a un vero e proprio ecosistema.

Un successo e un fallimento

Vi racconto due brevi esperienze, una positiva e una negativa rispetto alle mie consociazioni.  

Un caso fortunato: quando ho prodotto due talee di Campanula “Sarastro” e di Aster divaricatus “Beth Chatto” non sapevo dove posizionarle per mancanza di vasi e le ho imprudentemente infilate in un vaso abitato da una grande Aspidistra. Temevo che le due piccole erbacee sarebbero state soffocate dalla grande prima inquilina, invece l’Aspidistra si è rivelata una mamma accogliente e Campanula e Aster si sono sviluppati alla grande, condividendo pacificamente lo stesso grande vaso.

Un caso sfortunato: avevo riprodotto, per divisione del cespo, il mio amato Aster “Ezo Murasaki” e ne ho sistemata una parte in un vaso abitato da una manciata di cormi (bulbi) di Crocosmia crocosmiiflora. Ho pensato che sarebbero stati bene insieme avendo necessità simili. Il mio Aster ha avuto invece vita breve. La Crocosmia si è presto allargata, dando vita a nuovi bulbi e riempiendo completamente il vaso e nel giro di due anni l’Aster non è più spuntato. 

Consociazioni e creatività 

In sintesi, che cosa vi consiglio di fare quando volete allestire un vaso facendo convivere specie diverse?

Vi esorto per prima cosa a conoscere le piante, almeno il loro nome e le loro principali necessità. Può essere importante rivolgervi ad un professionista se non vi sentite sicuri o se avete dei dubbi. 

Dopodiché io darei spazio alla creatività e all’amore per le forme e i colori, procedendo per tentativi e ricordando che le piante spesso sanno stupirci, adattandosi anche a condizioni non proprio ideali.

Fatemi sapere se anche a voi piace creare accostamenti tra piante diverse, se avete avuto problemi o se avete conseguito successi.

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