Il mio terrazzo naturale (parte seconda)

Seconda parte del post sul mio terrazzo naturale. Qui continuo a spiegarvi come progetto e curo in modo naturale il mio terrazzo verde e quello di alcuni miei clienti che hanno accolto lo stile naturale nelle loro vite.

  • Le cure naturali (pochissimi interventi mirati)

Quando ci si trova in presenza di afidi, bruchi, cocciniglia ecc… la tentazione ad accanirsi contro i parassiti è fortissima, ma non sempre è il caso di intervenire con un insetticida.

Sul terrazzo naturale, per contenere i parassiti, possiamo avvalerci dell’ottimo aiuto degli insetti predatori: coccinelle, sirfidi, crisope e molti altri. 

Se si effettuano trattamenti con prodotti ad ampio spettro si compromette anche la vita dei predatori e, nel tempo, i parassiti possono addirittura avere la meglio.

La soluzione migliore è sempre quella preventiva. Se si fanno trattamenti preventivi con prodotti repellenti come l’olio di Neem è più difficile che le proprie piante vengano attaccate da grandi infestazioni.

Poi in caso ci si trovasse di fronte a situazioni ingestibili che mettono a repentaglio la vita della pianta si può programmare un intervento più mirato per liberarsi del singolo parassita.

Ho scritto un articolo anche su questo argomento: I trattamenti sostenibili

  • Il substrato (a ogni pianta il suo terriccio)

Questo è un argomento apparentemente trascurabile ma alla base di un buon equilibrio sul proprio terrazzo naturale. 

Il terriccio che viene utilizzato è importantissimo: le piante hanno esigenze di PH diversi a seconda delle specie: anche in questo caso è fondamentale conoscere le piante per poter offrire il terriccio giusto alla pianta giusta. Ad esempio sul mio terrazzo ospito in un vaso di cotto molto grande un Acer palmatum “Sango Kaku” che necessita di terriccio a PH acido e fresco per una crescita corretta. 

Altre piante come Muhlenmbergia capillaris preferiscono invece un terriccio tendenzialmente alcalino e perfettamente drenato.

Anche il drenaggio è importantissimo: ci sono piante che necessitano di substrati più umidi come gli Aster ageratoides “Ezo Murasaki” e altre invece perfettamente asciutti, sabbiosi e velocemente drenanti come Stipa tenuissima. Bisogna pensare alle piante nel loro ambiente naturale per riproporre sul proprio terrazzo condizioni ideali per la crescita. Aster ageratoides cresce nei sottoboschi e prati umidi del Giappone, in substrati ricchi di materiale organico in decomposizione. Stipa tenuissima per contro è una pianta che cresce tra le rocce desertiche di Arizona e Texas per cui non tollera affatto il ristagno idrico. 

  • L’irrigazione (necessità idriche diverse)

Se non avete molti vasi e siete per lo più presenti, se si scelgono le piante giuste e si mettono a dimora al momento giusto, spesso non c’è nemmeno bisogno di un impianto di irrigazione. 

Certo, se possedete un grande terrazzo sul quale campeggiano molte grandi cassette e vasi potrebbe diventare dispendioso a livello di tempo irrigare tutto manualmente, soprattutto in estate.

In ogni caso l’irrigazione è un tema importante, soprattutto rispetto al risparmio d’acqua (bene prezioso), dunque la scelta delle piante giuste può rappresentare una mossa importante nell’equilibrio di un terrazzo naturale a risparmio idrico.

Molte specie sono particolarmente tolleranti rispetto alla siccità.

Sul mio terrazzo esposto a sud (di posizione ed esposizione parlo meglio nel precedente blog post:  Il mio terrazzo naturale, parte prima)  ho sperimentato con successo molte specie davvero resistenti in fatto di siccità.

  • Tra le graminacee: Stipa tenuissima, Stipa capillata, Muhlembergia capillaris, Muhlembergia reverchonii, Festuca amethystina, Briza media;
  • Moltissime specie ornamentali della famiglia delle Lamiaceae: Salvia greggii, Salvia officinalis, Stachys byzantina, Agastache aurantiaca;
  • Una rosa particolarmente resistente: Rosa Tea “Lady Hillingdon”.

Tutte queste specie e varietà, poste in vasi profondi e di materiale traspirante, resistono bene, senza segni di stress, fino a tre/quattro giorni senza irrigazione quando si superano i 30°, che non è poco!

Questo mi permette di gestire con notevole leggerezza i periodi più caldi che rappresentano un pericolo per molte piante in vaso.

È molto importante che le piante abbiano il substrato giusto e il vaso giusto per tollerare meglio le condizioni difficili: nel caso delle piante sopraelencate il terriccio è tagliato con sabbia, molto ben drenato, e tutti i vasi sono in cotto.

Ho comunque optato per un sistema di irrigazione che attivo da fine giugno a fine agosto.  Irriga giornalmente, per pochi minuti all’alba, tutte le piante del terrazzo. Poca acqua, con un sistema a goccia temporizzato, mi permette di allontanarmi per alcuni periodi senza rischiare shock termici e idrici per le mie amate piante. Non esagero mai con l’acqua, per non viziarle, per risparmiare e testare la loro naturale resistenza. Inoltre ho scelto di non coltivare piante con grandi esigenze idriche sul mio terrazzo naturale.

  • Le consociazioni

Un ultimo accenno ad un altro argomento che mi sta molto a cuore: le consociazioni di piante ornamentali in vaso.

Nel sistema terrazzo naturale è importante scegliere le piante che sappiano convivere nello stesso vaso, per esigenze simili e capacità di condivisione dello spazio. Far vivere insieme tante piante diverse permette loro di relazionarsi a livello radicale e dar vita al piccolo ecosistema vaso, davvero affascinante.

Potete approfondire l’argomento il blog post “Consociazioni in vaso: piante che convivono felicemente” che ho scritto appositamente per affrontare questo argomento poco trattato.

Potete inoltre vedere la diretta salvata sui miei video di Ig: “Consociazioni in vaso”.

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