Far fiorire l’inverno con le bulbose

Cosa sono le bulbose?

Ad alcuni le bulbose da fiore potrebbero ricordare le cipolle, e in effetti non si tratta di una somiglianza casuale, poiché le cipolle stesse sono bulbi.

Le bulbose, però, sono molto più che semplici cipolle. Sono piante facili che sanno regalare grandi soddisfazioni grazie alle loro fioriture, anche in inverno.

Il termine “bulbosa” viene utilizzato nell’ambito del giardinaggio per indicare tutte quelle piante che posseggono un organo ipogeo, che rappresenta una riserva di energia dalla quale si svilupperanno la parte aerea e l’infiorescenza della pianta. Inoltre il bulbo, appositamente conservato fuori dal terreno, si può imballare e commercializzare, mantenendo lungamente le proprietà vitali, caratteristica che ne ha permesso una facile gestione a tutte le realtà vivaistiche che producono bulbose.

C’è da fare un piccolo distinguo tra bulbi, cormi, tuberi e rizomi. Sono tutti considerati bulbose ma, per intenderci, i bulbi appartengono ai narcisi, ai giacinti e ai tulipani – solo per fare qualche esempio. I cormi sono invece quelli delle crocosmie, dei gladioli o dei crocus. I tuberi sono quelli delle begonie e dei Polianthes, oltre a quello che conosciamo tutti, cioè quello della patata. Infine, i rizomi appartengono ad alcune specie di iris, ad anemoni ed Eremurus.

Voi che bulbosa siete?

Per questo momento di gioco ho pensato a 4 tipologie di bulbose a fioritura primaverile, tutte a fiore bianco, per concentrarci sulla forma e sul comportamento della pianta e non su stagionalità o colore.

Guardate dapprima le immagini delle bulbose, facendole scorrere. Poi leggete velocemente le caratteristiche di ogni pianta. Con quale vi sentite maggiormente in sintonia?

Hyacinthus orientalis “Carnegie”: fioritura primaverile tardiva, colore bianco puro, intenso profumo percepibile anche a distanza, aspetto ordinato, quasi impettito, ama la mezz’ombra d’estate e il sole diretto in inverno-primavera.

Se fosse una persona, probabilmente arriverebbe puntuale agli appuntamenti stupendo sempre tutti con la sua eleganza, talvolta un po’ formale, ma impeccabile. In inverno si crogiolerebbe al sole ai suoi primi raggi, mentre d’estate preferirebbe stare a passeggio sotto gli alberi e, se dovesse andare in spiaggia, sarebbe imperativo assoluto un ombrellone!

 

Galanthus nivalis “Sam Arnott”: fioritura precoce già alla fine dell’inverno, robusta e rustica. Selezione più grande della specie botanica, aspetto molto naturale, si naturalizza con facilità ai margini dei boschi, sia disseminandosi che dividendone i bulbi. Entra in riposo vegetativo con il caldo estivo.

Se fosse una persona, sarebbe sicuramente in anticipo agli appuntamenti, aspettando all’aperto, passeggiando placidamente anche nel gelido inverno. Si vestirebbe con semplicità e spontaneità con colori sobri. In inverno, sua stagione prediletta, si sdraierebbe letteralmente sulla neve per prendere il sole. Mentre d’estate di sicuro starebbe a casa nelle ore più calde, magari a leggere un buon libro di botanica. Amante della famiglia, anche allargata, e della condivisione con i propri simili.

 

Narcissus poeticus “Ornatus” : selezione rara, poco commercializzata, alta 50 cm, tepali bianchi, corona centrale bordata di rosso scuro. Fioritura primaverile tardiva. Affidabile, robusto, amante delle praterie assolate.

Se fosse una persona, sarebbe forse un po’ in ritardo agli appuntamenti, ma non mancherebbe di arrivare per nulla al mondo. Ben visibile, si farebbe notare per la sua altezza. Il suo aspetto un po’ trasognato la farebbe spiccare in mezzo agli altri. In inverno preferirebbe riposare e inizierebbe a muoversi con più audacia ai primi caldi. Amante del sole e della natura collinare, ariosa, fresca, in belle passeggiate solitarie o con pochi eletti.

 

Tulipa fosteriana “Exotic Emperor” : fioritura intermedia, raffinata, screziata di verde.  Media altezza, presenza discreta ma visibile. Non necessita di eccessive cure, può essere lasciato in terra tutto l’anno in pieno sole. Se lasciato indisturbato, fiorisce ogni anno senza perdere le caratteristiche della varietà.

Se fosse una persona, sarebbe sicuramente molto equilibrata nel relazionarsi agli altri. Rispettosa di tempi e scadenze, arriverebbe incredibilmente a spaccare il minuto per presentarsi a un appuntamento. Elegante con naturalezza, si farebbe notare senza volerlo. Forte e caparbia, rimarrebbe fedele a se stessa nel tempo. Amerebbe di sicuro il sole diretto tutto l’anno, facendosi letteralmente baciare da quest’ultimo.

 

Vi siete divertiti con questo piccolo test della personalità in relazione alle cultivar di bulbose? Se vi fa piacere, scrivetemi qui o su Instagram, per farmi sapere quale specie avete sentito più affine a voi.

Perché mettere a dimora delle bulbose in pieno inverno?

  • 1) Sono ottime per il vaso. Quasi tutte le specie si prestano benissimo per la coltura in vaso sul balcone. Per cui, anche se non si possiede un giardino, si può godere della loro fioritura con semplicità e osservando da vicino tutti i meravigliosi movimenti di crescita.
  • 2) E’ una relazione facile poiché in generale basta attenersi alle semplici cure da rivolgere alla pianta (che vengono spesso comunicate sulle confezioni d’acquisto).
  • 3) Alcuni di essi possono essere “forzati” a fiorire precocemente durante l’inverno nel tepore dei nostri appartamenti. Uno su tutti il giacinto: nella mia Newsletter di gennaio fornivo indicazioni utili sulla forzatura invernale di questo splendido bulbo. Se non siete ancora iscritti a “Lettere dal Sottobosco” fatelo qui entro il 31 gennaio 2020 e riceverete le informazioni che desiderate. Dal 1° di febbraio invece uscirà la nuova Newsletter.
  • 4) La messa a dimora di bulbi nel periodo invernale è, per tutti gli amanti delle piante, un’ottima occasione per esercitarsi in una semplice azione creativa, che richiederà pazienza solo nell’attesa di veder spuntare le prime foglioline carnose dal terreno. Per il resto, è puro piacere, proiezione di sogni fioriti futuri di primavera e, non da meno, gesto di speranza.
  • 5) Se avete bambini, il divertimento è assicurato. Anche se non ho figli, io ne so qualcosa, perché abbiamo piantato i bulbi  nella scuola in cui ho portato alcuni laboratori pratici. Attraverso gli occhi dei bambini vivrete la magia della rinascita vegetale! Inoltre, è per tutti un’opportunità di provarsi nella cura di un essere vivente che normalmente non delude.

Due parole in più sui giacinti

In Olanda è stata selezionata la forma odierna degli ibridi di giacinto che troviamo sul mercato, dalla densissima fioritura. Questi ibridi derivano da una moda risalente al XX secolo che è tutt’oggi in voga. Si trova diffusa in tutto il mondo con centinaia di varietà e colori ma non rispecchia la forma naturale della specie, le cui infiorescenze sarebbero più rade e non così dense. Francamente, infatti, preferisco il cosiddetto “giacinto romano”, una linea selezionata in passato, dalla fioritura più leggera e meno densa di fiori.

Il “giacinto romano” in un’immagine pubblicitaria d’epoca.

Ho sempre e solo utilizzato il giacinto in composizioni in vaso e ho prediletto abbinamenti con altre specie botaniche erbacee o arbustive dal portamento più naturale, per smorzare il suo aspetto un po’ rigido. Ad esempio, sul mio terrazzo ho unito bulbi di giacinto a fiore bianco, in gruppi di tre, a Heuchera “Silver Scrolls”, Lysimachia congestiflora “Persian Carpet”, dal fogliame porpora rossastro persistente, e Carex testacea. In questo momento dell’anno questa composizione di piante è esposta al debole sole invernale piemontese tutto il giorno, ma non appena le giornate diventeranno calde, la posizione sarà di mezz’ombra al mattino e alla sera e assolutamente di ombra nelle ore centrali.

Se vi volete divertire guardando come ho messo in terra, sul mio terrazzo, alcuni bulbi di giacinto nel periodo invernale, potete andare a vedere le Stories in evidenza sul mio profilo Instagram.

I miei bulbi di Allium karataviense, prima di essere messi a dimora.

Appuntamenti con le bulbose in primavera in Piemonte

Se all’inizio della primavera vi troverete in Piemonte, non perdetevi  i seguenti appuntamenti dove le bulbose (e in particolare i tulipani) saranno protagonisti:

Messer Tulipano – Castello di Pralormo (CN), 28 marzo – 1 maggio 2020

Narciso incantato a Piea – Castello di Piea (AT), 22 marzo – 3 maggio 2020

Festival dei tulipani – Villa Taranto (VB),  12-26 aprile 2020

Acquisti sostenibili (non solo Olanda)

Il mercato mondiale dei bulbi è gestito dall’Olanda, questo lo sappiamo e ormai in ogni supermercato c’è una sezione dedicata ai bulbi olandesi.

Esistono però altre realtà, più vicine a casa nostra, che con un certo eroismo sfidano il mercato olandese e producono con passione e competenza. Così, nell’ottica di un commercio più locale e di una relazione diretta col produttore, consiglio di acquistare bulbi prodotti in Italia. Ho sperimentato io in primis e i bulbi sono di alta qualità, prezzi onesti e soprattutto una grande scelta tra tutte le varietà proposte. Vi consiglio i siti di due aziende produttrici:

Raziel Bulbi a San Martino Lupari (PD)

Floriana Bulbose a Monte Porzio Catone (Roma).

In questi vivai potete trovare tutte le bulbose elencate in questo post.

#piantasperanza

Un’ultima segnalazione. Tempo fa ho dato vita a un hashtag che ho chiamato #piantasperanza e ho avuto il piacere di vederlo tra gli hashtag che  Zuccaviolina ha scelto per il mese di gennaio. Se vi fa piacere, usatelo quando postate su Instagram foto di piante che vi infondono speranza.

Penso non ci sia una pianta che sappia regalare più speranza di una bulbosa, che a guardarla così parrebbe una cipolla e invece sa sorprenderci con profumatissime primavere precoci, soprattutto in queste giornate fredde d’inverno. Basta averne cura ed esercitare la pazienza.

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